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LA CHIESA MADONNA DI CAMPAGNA

chiesa madonna di campagna
Di grande interesse è la Chiesa di S. Maria di Campagna che viene illustrata nel seguito.
S. Maria di Campagna La Chiesa di S. Maria di Campagna ed il suo campanile rappresentano il più importante monumento del territorio di Cantello e sono una delle poche opere architettoniche romaniche della provincia di Varese.
L’intero complesso può essere datato tra l’XI ed il XII secolo.
La chiesa presenta un'aula rettangolare conclusa da un'abside semicircolare interamente coronata da nicchie a fornice, una presenza assai rara; la facciata è suddivisa da lesene con coronamento ad archetti rampanti, gli stessi del campanile.

Notizie di carattere storico si possono rilevare, in epoca più tarda, dagli Atti delle Visite Pastorali contenuti nell'Archivio della Curia Arcivescovile di Milano. Il 30 ottobre 1567, delegato dal Card. Carlo Borromeo, giunge a Ligurno in visita pastorale Giovanni Battista Castano, arciprete di Monza. Questi riferendosi alla chiesetta "sub titulo S. Mariae de miraculo" annota che le pareti sono per la maggior parte dipinte "parietes sunt pro maiori parte picti" e che l'altare maggiore si trova in "capella tota picta cum duobus parvis fenestris ad latera apertis".
Dagli Atti risulta che la chiesa, alla fine del 1500, doveva conservare ancora l’aspetto originario. Gli interventi realizzati successivamente sino all’anno 1836, hanno apportato, alterazioni, mascheramenti, intonacature e superfetazioni. Gli studi e le indagini effettuate a partire dagli anni 60, hanno comunque permesso di accertare che tutte le mura perimetrali e l’abside erano autentiche ed esistevano ancora nella loro originale consistenza. Alla luce di questi dati, negli anni tra il 1971 ed il 1974, l’avv. Steno Baj, come egli stesso scrisse “…spinto al compimento di un’opera che spero resti di testimonianza del mio particolare attaccamento a Cantello…”, promosse e finanziò i lavori di recupero e restauro integrale della Chiesa, con la totale collaborazione delle due parrocchie e dell’Amministrazione Comunale.
Sotto il pavimento, durante i lavori di restauro, sono emerse le fondazioni di una chiesa preesistente, più piccola, quasi certamente del VI o VII secolo. Il suo perimetro risulta ben evidenziato nel pavimento in cotto della chiesa attuale. Gli scavi effettuati all’interno hanno permesso di ritrovare i resti di antiche sepolture poste appena all’esterno della chiesa più antica ed anche alcune tracce della sua pavimentazione poste a circa 80 cm di profondità rispetto a quella della chiesa di oggi.

Tra le più importanti caratteristiche della Chiesa e del campanile ricordiamo:
. La parte di affresco quattro-cinquecentesco di notevole fattura, sulla destra dell’ingresso, residuo degli affreschi che nel XVI secolo ornavano la maggior parte delle pareti. I frammenti di questi affreschi, inopinatamente distrutti e poi ritrovati al di sotto della pavimentazione durante il restauro, sono stati ricomposti nel 1984, per iniziativa del Comune e con i contributi della Provincia e della Comunità Montana, a cura dello Studio di Restauro Meroni - Menza: sono ora esposti nella Sala Consiliare del Comune di Cantello.

. Pregevoli decorazioni di carattere romanico nella finestrella più vicina all’altare, sul lato destro.

. L'affresco del catino absidale, sovrapposto ad altro di epoca anteriore, con al centro della mandorla il Dio Pantocratore ed ai lati i quattro Evangelisti, spartiti in gruppi di due, di sicura fattura quattro-cinquecentesca. - Alla base dell’abside: l’affresco più antico raffigurante presumibilmente la vittoria del bene sul male. 



LA TORRE CAMPANARIA

torre campanaria
Il campanile che si erge maestoso, possente e slanciato (alto 29,50 m) è della stessa epoca della chiesa. Esso presenta le quattro le pareti esterne decorate con sovrapposti riquadri coronati da tre archetti pensili, feritoie e monofore fino alla cella campanaria. Questa presenta due bifore cigliate originali e due modificate nel 1642 per porre in opera due campane in sostituzione dell’unica esistente. Si ipotizza che le fondamenta del campanile coincidano con quelle di una antica torre romana di avvistamento e di segnalazione. La Torre Campanaria è stata sottoposta, per iniziativa del Comune, ad un intervento di restauro conservativo negli anni 2000 - 2001.
Per ulteriori e più dettagliate informazioni e per organizzare un'eventuale visita alla Chiesa ed alla Torre romanica è possibile fare riferimento alla Biblioteca Comunale di Cantello (Tel. 0332/418630).

 

GIPSOTECA E MUSEO COMUNALE

La Gipsoteca ed il Museo Comunale di Cantello sono ubicati presso il Palazzo del Municipio in Piazza Monte Grappa 1. Raccolgono le opere di alcuni importanti artisti cantellesi: gli scultori Giovanni Broggi, Luigi Broggini, Felice Mina, il decoratore Luigi Bianchini, il pittore Carlo Cocquio.
Il coperchio di un sarcofago romano è invece collocato presso l'Antico Cascinale Lombardo in via Monastero mentre, come già riferito, alcuni frammenti degli affreschi dell'antica Chiesa S. Maria di Campagna sono conservati nella sala consiliare del palazzo Comunale. La Gipsoteca Comunale ha origini antiche. Una prima inaugurazione della Gipsoteca, allora intitolata allo scultore Giovanni Broggi, risale infatti al giugno 1921. Essa fu successivamente chiusa per poi ritornare visibile nel dicembre 1999.

La Gipsoteca ed il Museo Comunale sono aperti al pubblico nei seguenti orari: Lunedì - Mercoledì - Giovedì - Venerdì - Sabato dalle ore 10.30 alle ore 12.30 Martedì dalle ore 16.30 alle ore 18.00

 


CANTELLO E LE SUE CHIESE

chiesa di cantello
La Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo in Cantello sorge nel luogo ove esisteva un'antica Cappella della quale si ha notizia sin dal XIII secolo; divenne Chiesa parrocchiale nel 1742. La completa ristrutturazione del campanile, che si presenta molto elegante ed armonioso, fu effettuata nel 1840. Tra i vari ampliamenti ai quali la chiesa è stata sottoposta, molto importante l’ultimo, voluto dal parroco Don Simone Martegani, che comportò l’intero rifacimento del transetto e del corpo absidale. Venne iniziato nel 1925 e terminato ufficialmente il 16 maggio 1933 con la consacrazione solenne da parte del cardinale Idelfonso Schuster. La nuova cupola venne affrescata nel luglio 1926 dal. Prof. Vanni Rossi. La chiesa fu decorata da Mario Baj, Severino Mentasti e Carlo Cocquio. Carlo Cocquio realizzò successivamente i quattro grandi affreschi: Conversione di S. Paolo, Martirio di S. Pietro, Presentazione di Gesù Bambino al tempio, Presentazione di Maria al tempio.

 

san lorenzo
L'Oratorio di S. Lorenzo, situato alla fine dell'omonima via, in una località un tempo destinata a lazzaretto. Già durante la visita di S. Carlo del 23 agosto 1574 esisteva una piccola chiesa nella quale erano custodite le ossa di vittime della peste. Essa venne demolita nel 1898 e sostituita da una bella costruzione a pianta ottagonale e provvista di pregevoli affreschi, per munificenza della famiglia Belinzoni - De Maestri: venne benedetta solennemente il 30 agosto 1903.



chiesa di ligurno
La Chiesa di S. Giorgio di Ligurno nacque come semplice cappella di cui si ha notizia fin dal 1398. Fu trasformata in Chiesa ed iniziò a fungere da parrocchia nel 1566.
Subì diverse ristrutturazioni fino a raggiungere la forma attuale che presenta numerose decorazioni eseguite da Angelo Broggi e Luigi Bianchini ed affreschi del pittore Carlo Cocquio, autore anche dell'artistica vetrata raffigurante S. Giorgio.



san bernardino gaggiolo
La Chiesa di S. Bernardino a Gaggiolo, già citata il 5 giugno del 1551 in una relazione inviata al Landfogto (Podestà) di Mendrisio, segnalata nella visita pastorale del 1567, venne visitata nel 1574 da S. Carlo Borromeo che lasciò alcune ordinazioni sui lavori da compiere. Fu restaurata ed ingrandita nel 1656.
Nel 1922 il pittore Carlo Cocquio ne restaurò l’interno. E anche l'affresco della Madonna con Bambino sulla facciata è opera di questo pittore.



CANTELLO E I SUOI ROCCOLI
roccolo del gremello

 

 

 

 

La uccellagione, cioè la cattura degli uccelli senza l’uso del fucile, è stata per diversi secoli una pratica molto diffusa nell’arco alpino e prealpino. Per Cantello in particolare l’intenso e regolare passaggio di uccelli migratori nel periodo autunnale ha determinato una spiccata vocazione per questa forma di caccia che veniva praticata soprattutto tramite reti sottese in appositi impianti arborei: le strutture più grandi ed articolate dotate di torretta centrale venivano chiamate roccoli, le più semplici bressane. Restarono in funzione sino a quando la legge n. 799 del 1967 stabilì la fine di questo tipo di caccia, ma ancor oggi è possibile ammirarne le articolate piantumazioni rimaste, poste in luoghi incantevoli o sulle collinette che circondano il paese (Gremello, Montesì, Boschina, ecc.).
Il roccolo più antico e conosciuto è quello di Ligurno, situato sulla collina più alta del territorio comunale, già famoso trecento anni or sono e di proprietà per
mezzo secolo del Senatore Luigi Gasparotto. In data 27 aprile 1922 è stato dichiarato di notevole interesse pubblico dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Un secondo roccolo è quello situato in località Gremello, già di proprietà del sig. Pietro Ghisolfi. Il suo sito si presenta ancor oggi ben curato e fruibile.
Un terzo roccolo di proprietà dell'avv. Steno Baj, sul colle Montesì, rimase in esercizio per qualche anno dopo che gli altri avevano cessato l’attività, essendo stato autorizzato ad operare come osservatorio ornitologico per lo studio delle correnti migratorie: gli uccelli catturati venivano registrati, inanellati, segnalati alle stazioni di provenienza se già muniti di marcature e poi liberati.



CANTELLO E I REPERTI DEL PERIODO ROMANO

ara romana

- L'ara romana con dedica votiva a Giove. Sita presso la Chiesa S.S. Pietro e Paolo di Cantello e raffigurata sullo stemma comunale, l’ara ha cimasa e zoccolo sottolineati da pesanti modanature. Sui fianchi, sotto due festoni, porta scolpite due “scodelle” o patere, simbolo dell'offerta rituale. Il monumento, a carattere religioso, testimonia una frequentazione della zona in epoca romana. L'iscrizione incisa sull'ara venne studiata dallo storico tedesco T. Mommsen (CIL V, 5449):
IOVI
C VIRIUS
C L MONIMUS
V S L M
Iovi C(aius) Virius
C(ai) l(ibertus) Monimus
v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito)

A Giove Caio Virio Monimo, liberto di Caio. scioglie volentieri il voto con animo grato. -

Il coperchio di sarcofago Romano risalente al IV sec. d. C. e rinvenuto in località “Luca” a Ligurno è conservato presso l’Antico Cascinale Lombardo di via Monastero, 7.



CANTELLO E LE SUE FONTANE
- Fontana di S. Lorenzo
- Fontana di Ligurno
- Fontana "Marsili"
- Sorgente di S. Carlo
- Fontana "Ruinoö"


fontana di san lorenzo

 

 

 

 

Si dice che Cantello sia un paese che "naviga" sulle acque. In effetti il sottosuolo è ricco di questo prezioso elemento.
Il suo zampillare ed il suo utilizzo sono testimoniati dalla presenza, sul territorio comunale, di numerosi di numerosi lavatoi, sorgenti e fontane simboli della tradizione e e della cultura di una comunità in cui per molti anni le donne hanno frequentato le sorgenti per il bucato settimanale tramandandosi storie e canti del passato.
antico fontanile

 

 

 

 

Il visitatore potrà, recandovisi, ritrovare il sapore antico di queste tradizioni, ammirando lo spettacolo di luoghi unici ed incantati.

 

 

 

 

LIGURNO E LE SUE TORRI
Il borgo di Ligurno è caratterizzato, oltre che dalla torre campanaria della Chiesa di Madonna di Campagna, anche dalla presenza di altre tre torri di notevole importanza dal punto di vista storico e culturale.
antica torre
La Torre del Castellazzo, località "Castelàsc", è la più antica.
Il nome della torre trae origine dalla preesistenza, sullo stesso terreno, dei ruderi di un antico castello longobardo a cui era annessa la chiesa di S. Alberto. Di questa chiesa, che a quel tempo si presentava “rovinata”, e del suo territorio di pertinenza,
venne ordinata la vendita da S. Carlo Borromeo, destinando i relativi proventi a ”la fabrica et ornamenti della chiesa parrochiale” di S. Giorgio. Sulle rovine del castello e della chiesa i nuovi proprietari fecero recuperare parte delle strutture restanti edificando l’attuale torre. Attorno a questa venne poi realizzato un impianto arboreo, ancor oggi ben visibile, utilizzato come roccolo. La Torre, di proprietà privata, è raggiungibile, previa autorizzazione, direttamente dalla Villa Dupont o dalla strada campestre che si diparte dal cancello al n. 12 di via Abate Broggi o da via dei Ronchi attraverso i prati.

torre dupont

La Torre Dupont alta 30,50 metri si erge al di sopra della Villa Dupont, ubicata nel nucleo antico di Ligurno al termine della via Giusti. È stata costruita verso la fine del 1800, per valorizzare ancor più la Villa risalente al 1582.

torre dei premoli

La Torre dei Premoli è la più recente delle torri essendo stata costruita all'inizio del XX secolo su progetto dell’ing. Ernesto Brusa. Alta 11,20 metri è posizionata su una altura raggiungibile dalla omonima via. Vi si gode una stupenda veduta sul nucleo antico di Ligurno. Acquisita dal Comune nel 1983, è stata oggetto di un intervento di restauro architettonico-conservativo all’inizio dell’anno 2009.
È ora sede sociale della locale sezione di Legambiente.

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